le verità nascoste(parte 3°)

Il primo vero episodio di violenza psicologica accadde quando mia sorella era in prima media. 
Prima di tutto mio padre le lesse il diario; poi sul diario scoprì che aveva dato un bacio a un ragazzo.
La misero in punizione (i miei mi mandavano a dormire e chiudevano la porta se nel film alla televisione parlavano di divorzio o adulterio, per questo ho imparato a mente il film "Scandalo al sole", il mio primo tabù), la fecero sentire come una poco di buono.
 Ricordo che scriveva sul diario che era pentita e che si sarebbe fatta suora (e qui apro una parentesi sul fatto che mia mamma si è davvero definita più volte e con sincero rammarico una suora mancata, cosa che mi ha fatto sentire proprio triste perchè è ovvio che essere suora voleva dire non avere figli, oltre al fatto che all'epoca mia mamma diceva che per lei prima c'era mio babbo e POI noi, ora ha cambiato idea).
 
 Da quel momento si è rotto qualcosa nei rapporti con mio babbo, forse perché tutto si mantenesse idilliaco non saremmo dovute crescere.
 
Mia sorella era piena di tic, la imbottivano di flaconcini di integratori perché non riusciva a studiare, si riempiva di macchie sulla faccia, era sempre nervosa, si chiudeva in camera e urlava con la musica a tutto volume.
Io ero una spettatrice dei suoi rapporti con i miei, non capivo bene chi avesse ragione fra loro ma propendevo per i miei perciò cercavo di essere buona almeno io, non davo fastidio, ero brava a scuola, ero ipercontrollata, perché dovevo misurare i miei atteggiamenti per equilibrare i loro.
 
Di certo non potevamo sgarrare neanche a scuola, mia sorella fu messa in punizione anche per aver preso sulla pagella "più che sufficiente" invece che buono.
Se avessimo avuto davvero difficoltà in qualcosa i miei ci avrebbero dato la colpa.
Considerato che in casa mia mio padre era tutto e mia mamma niente, viene da sé il senso di sentirmi dire per tutta l'infanzia e l'adolescenza che mia sorella era uguale a lui mentre io.. non somigliavo a nessuno. 
 
Mi sono sempre sentita quella sbagliata, non avevo la sua prontezza di spirito, la sua acutezza, mi guardavo allo specchio cercando dei tratti familiari e soffrivo quando mi dicevano che somigliavo tanto a mia mamma da giovane, solo recentemente ho apprezzato questa mia caratteristica, quando ho capito la differenza profonda fra mio padre e mia madre e sono stata orgogliosa di assomigliarle.
Insomma la vita andava avanti così, i ritmi erano sempre più frenetici, le spese sempre più alte, la sordità di mio padre che certo ha avuto il suo peso non irrilevante in quella rabbia che non lo abbandona mai, peggiorava progressivamente

le verità nascoste(parte 3°)ultima modifica: 2005-11-25T14:19:34+01:00da dolcevera80
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