le verità nascoste(parte 5°)

Vedevo quindi mia sorella soffrire per colpa dei miei genitori che invece di proteggerla si preoccupavano del benessere di questo estraneo a discapito del nostro.
Ma anch'io avevo i miei problemi.
Mio padre continuava a lavorare giorno e notte, in casa c'era tensione anche perché mia sorella nel frattempo aveva smesso di andare alla messa (cosa che avrei fatto anch'io più tardi, avendo 5 anni meno capivo quello che viveva sempre qualche anno dopo) e quindi le urla erano all'ordine del giorno, poi quando i miei non le urlavano contro le toglievano la parola.
Mio padre ha smesso di parlarmi la prima volta quando mi sono tagliata i capelli corti, motivo veramente grave.
 
Ricordo che tutte le mattine quando mia mamma mi accompagnava a scuola in macchina mi diceva che se succedeva qualcosa a mio babbo era per colpa mia, che se gli veniva un infarto era solo colpa mia. Ho passato i primi anni del liceo chiusa in bagno a piangere prima di entrare in classe.
E poi sono esplosa!
 
Gli anni del liceo sono un groviglio di ricordi confusi, assenze da scuole, nottate sveglia per preparare i compiti, assenze ai compiti, sigarette e non solo, ragazzi, discoteche, pianti, risate.
Mia mamma si faceva un vanto del fatto che mio padre non mi veniva a riprendere se andavo a ballare o se facevo tardi fuori, così ho iniziato presto ad andare a dormire dalle amiche per farmi scarrozzare dai loro genitori.
 
L'incubo però si riproponeva tutte le estati.
 Ogni estate da quando ero piccola fino ai 18 anni (anno in cui mi sono ribellata) venivo "spedita" inesorabilmente al mare dalla nonna, gli ultimi tempi a fare la badante a lei e alla mia zia che ha dei problemi.
Ricordo le ragazze della mia età che andavano a divertirsi e io non potevo farlo, non avevo un attimo di privacy, tranne la mattina quando con la scusa di fare due passi mi nascondevo in pineta a fumare di nascosto.
L'aspetto più grave della questione è che mia nonna a quei tempi aveva la debolezza dell'alcol.
I miei hanno lasciato mia sorella sola con lei fuori di testa, una volta è capitato anche a me di trovarmi sola in quella situazione, avrò avuto 10 anni. Ecco, anche questa non me la so spiegare.

Tra le altre cose avevo problemi economici. Quando le mie amiche prendevano di paghetta 50.000 lire la settimana, io prendevo la stessa cifra però al mese e mi ci pagavo tutto, anche i vestiti.
Chiaramente non potevo mai partecipare alle cene di compleanno o fare un regalo, i compagni di scuola mi chiamavano tirchia ed era umiliante.
 Ma mio padre diceva che se lui mangiava un piatto di minestra io non dovevo mangiarne più di lui, tentava di educarmi al senso del guadagno e al valore economico.
 
E' allora che ho giurato a me stessa che mai più mi sarebbe capitato di soffrire quell'umiliazione!
 E visto che la situazione economica coi miei non è mai cambiata, oltre a studiare lavoro da quando ho preso la maturità e sono la persona con le mani più bucate che io conosca, perché non mi deve mancare niente!
Altra cosa dura da digerire, quando mia madre ha deciso di comprarmi la macchina nuova (che comunque usiamo a mezzo) coi suoi soldi ereditati da mia nonna, lui non era d'accordo.
 

le verità nascoste(parte 5°)ultima modifica: 2005-11-25T14:27:45+01:00da dolcevera80
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