le verità nascoste(parte 6°)

Non so bene perché, ma se mio padre con me da un certo punto in poi ha adottato un atteggiamento di totale indifferenza, di modo che rigirando mia mamma come un calzino potevo avere tutta la libertà che volevo e ora posso dire anche troppa, con mia sorella assumeva un atteggiamento di controllo quasi morboso.
Quando lasciò il suo primo ragazzo dopo 5 anni di fidanzamento la trattarono come una prostituta, di nuovo le tolsero la parola e se l'aprivano era solo per urlarle contro.
Una notte che alle 3 non era ancora venuta a dormire le urlò in un modo che iniziò a tremare e la feci venire a dormire nel mio letto per tranquillizzarla. 
 
Per tanti motivi quindi quando ci siamo trasferiti in città mia sorella è rimasta a vivere dal suo ragazzo in campagna.
Ovviamente i miei l'avevano gia disconosciuta per questa convivenza promiscua ma piano piano l'affetto ha avuto il sopravvento e a tutt'oggi hanno finalmente raggiunto una sorta di equilibrio.
Anch'io credevo che andata via mia sorella sarei riuscita a vivere serenamente in casa coi miei.
Ma una volta presa la maturità mio padre entrò in depressione.
 
Mio padre è sempre stato un po' depresso, un po' malinconico, lo è ancora.
 E poi è sempre stato chiuso, complesso, una personalità difficile, per non parlare di quando carpiva le nostre confidenze e poi ce le rigirava contro, o del fatto che parlava male a noi di mia mamma e a mia mamma di noi.
Non mi fido di lui, gli piace farsi vedere buono e generoso dagli altri ma in casa è duro, umilia mia mamma, la schiaccia, le ha tolto l'autostima e ha tentato di farlo anche con noi, ci ha colpevolizzato anche ingiustamente, come quando diceva che era solo perché io e mia sorella non lo aiutavamo col lavoro (e questa cosa è stata dura a morire).
 
Una delle frasi più ricorrenti che mi sono sentita dire da lui è  "ti voglio bene perché ti ho cresciuto,  ma non ti conosco".
Oppure "voi non avete abbastanza paura di me". (???)
Mi hanno sempre detto che lui poverino è tanto emotivo, che va capito.
 Ci ho provato a capirlo ma non ci sono riuscita, non ho capito perché quando alcune volte piangendo gli ho buttato le braccia al collo sono stata respinta, perché quando gli ho proposto di andare a fare cose che piacciono a lui per passarci del tempo insieme non sono stata considerata, perché i miei regali non lo hanno smosso, perché quando gli ho fatto il ritratto mi ha fatto sentire una stronza insensibile che gli ha sbattuto in faccia la sua età attuale.
Scusa se avevo passato la notte sveglia ed ero felicissima credendo di farti una bella sorpresa.
 
Comunque, dei due anni di depressione di mio padre non ne parlo volentieri.
Smise di lavorare, non avevamo soldi, è allora che nel mio piccolo ho iniziato a lavorare facendo tutti i lavori possibili, anche in un forno dove mi facevo 12 ore il sabato e 12 la domenica, ma l'aspetto più drammatico della questione fu la pistola.
Nel periodo in cui iniziarono ad essere frequenti i casi di omicidio in famiglia, mio padre girava per casa con la pistola. Ora so che non avrebbe trovato il coraggio di spararsi ma allora non lo sapevo e in più andavo a dormire col terrore di vederlo entrare in camera mia pensando che magari avrebbe sparato a me. Mentre ne parlo mi viene da piangere, è stato terribile.
 

le verità nascoste(parte 6°)ultima modifica: 2005-11-25T14:35:07+01:00da dolcevera80
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